Corregionali

Elena Franceschinis: "Lavorare alla strategia UE per la Siria"

Elena Franceschinis: "Lavorare alla strategia UE per la Siria"

A Bruxelles ci ha portato tutta la famiglia. Elena Franceschinis con una laurea in Giurisprudenza conseguita a Trieste e un’esperienza presso l’ente regionale FVG ha fatto le valigie ed è volata a Bruxelles con il marito Marco e il figlio Pietro.
“In realtà avrei voluto fare il magistrato. – spiega Elena – dopo aver passato lo scritto del concorso in magistratura, con il pancione di 7 mesi ho sostenuto l’orale in cui sono stata bocciata. La demoralizzazione per il fallimento è stata amara, ma il tempo e l’esperienza hanno aiutato a rimettersi in piedi e pensare a nuovi progetti. Nel frattempo avevo partecipato e vinto un concorso per l’ente regionale, lavorando in vari uffici, dalla Ragioneria ai Rapporti internazionali, dalla Solidarietà e sport alla Cooperazione internazionale Italia-Austria. Sono state esperienze interessanti ma avevo bisogno di accrescere la mia professionalità. Allo stesso tempo approfondivo l’inglese. Dopo averne parlato in famiglia ho chiesto il nulla osta alla Regione per poter lavorare per la Commissione Europea a Bruxelles. Avevo fatto richiesta per vari incarichi e dal 2014 sono stata selezionata per una posizione sulla gestione delle emergenze e aiuti umanitari in Medio Oriente e vicinato Europeo. È stata un’esperienza importante, sono stata assegnata al desk Balcani e ho seguito in prima line tutta l’emergenza nella rotta Balcanica  durante la crisi dei rifugiati nel 2015 e 2016, con diverse missioni sul campo”. Elena, originaria di Torreano di Martignacco e con casa a Moruzzo, ha lasciato il Friuli per cimentarsi in nuove esperienze professionali ma anche umane:  “Sono stata diverse volte in zone colpite da catastrofi ed emergenze umanitarie. Dal 2016 lavoro nel team Siria di ECHO, la direzione generale per gli Aiuti umanitari e la protezione civile della Commissione Europea. Mi occupo delle operazioni umanitarie che si effettuano nel nord ovest della Siria.  Per l’emergenza in questo Paese la Commissione Europea spende ogni anno circa 140 milioni di euro a favore dei più vulnerabili: bambini, anziani, donne sole, fornendo cibo, acqua, assistenza sanitaria di base e protezione. Le responsabilità sono tante, la pressione è costante ma anche le soddisfazioni: si ha l’impressione di fare la differenza”. Ma com’è lasciare Moruzzo e vivere a Bruxelles? “Innanzitutto la qualità della vita è diversa rispetto a quella che avevo in Friuli e anche il clima, che in Belgio è decisamente meno mite. Mi mancano gli affetti, il cibo e tantissimo gli amici. Ma, per sentirmi un po’ più a casa partecipo agli eventi del Fogolâr Furlan di Bruxelles. 
Per quanto riguarda il lavoro consiglio ai ragazzi di fare un’esperienza “europea” o internazionale il prima possibile: vi sono molte possibilità di stage nelle organizzazioni internazionali, prima si comincia ad arricchire il proprio curriculum di esperienza, meglio è.  Lavorare per la Commissione Europea ti fa sentire parte di un progetto ampio a cui partecipano tutti gli stati membri, ed avendoci lavorato diventa chiaro che siamo noi a farne parte, sono gli stati a decidere in che direzione l’Europa deve andare”. 
Paola Del Degan