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Alessandro Benussi, triestino giramondo, è l'allenatore della nazionale azzurra di snowboard

Alessandro Benussi, triestino giramondo, è l'allenatore della nazionale azzurra di snowboard

 
 
Il triestino Alessandro Benussi trascorre circa 300 giorni all’anno con una tavola ai piedi, tra distese innevate in Italia e all’estero, e da poco è allenatore della nazionale A di snowboard. Prima atleta e poi coach del team azzurro, vanta anche un passato di risultati anche sugli sci e un presente da super sportivo, che contempla nel tempo libero anche altre discipline. «Oltre vent’anni fa sono rimasto affascinato dai primi snowboard -racconta- che si vedevano sulle piste e allo stesso tempo anche dall’abbigliamento, che richiamava lo stile di chi fa surf o va in skateboard, sport che comunque mi piacevano e mi piacciono. Ho deciso quindi di provare, come tanti altri miei coetanei, che all’epoca tentavano le prime discese in compagnia di amici, per curiosità. Ricordo ancora la prima volta, quando ho usato gli scarponi da sci con gli attacchi soft sullo snow, quella sensazione di avere i piedi bloccati, a differenza dello sci che fino a quel momento ero abituato a praticare. Ma le difficoltà si sono presto dissolte. La prima sensazione fantastica che ho provato era dietro l’angolo. Il feeling con la tavola è arrivato presto, prestissimo. Dopo un’ora di lezione scendevo ovunque». Per Alessandro è l’inizio di una grande passione, destinata in futuro a diventare un lavoro. In mezzo tantissimi risultati, in gare prestigiose a livello internazionale. Dalla veste di atleta per Alessandro arriva poi la svolta. «Giacomo Kratter, fuoriclasse di snowboard, mi ha chiesto se fossi interessato a occuparmi della nazionale giovanile, sei anni fa, un’opportunità che ho deciso di prendere al volo. E tutto è cambiato. In montagna d’ inverno con i ragazzi, per spostarsi nei ghiacciai, nei mesi più caldi. E di recente ecco la soddisfazione più grande, l’affidamento del ruolo di allenatore della nazionale A, con Filippo Kratter, con cui c’è grande affiatamento e con cui facevo già gare in passato. Sono contento anche perché nella prima squadra ci sono ora proprio quei giovani che ho seguito all’inizio della loro carriera in azzurro».
Micol Brusaferro