Corregionali

Barbara Gruden, corrispondente Rai dalla Germania

Barbara Gruden, corrispondente Rai dalla Germania

Barbara Gruden, triestina, è corrispondente per la Rai dalla Germania.
Un impegno nel giornalismo partito tanti anni fa. «Già al liceo ho cominciato a collaborare con il Primorski Dnevnik, quotidiano che mi ha assunta, dopo la laurea, nel 1988, è lì che mi son fatta le ossa, cominciando dalla cronaca nera. Poi l’ impegno a TriesteOggi, al Gazzettino, la collaborazione con testate nazionali, fino al primo contratto a termine in Rai, alla redazione slovena del Fvg nel 1995. Sono seguiti sei anni di precariato tra Trieste e Roma, e infine l’assunzione alla redazione italiana del FVG. Nel 2004, grazie al Giornale Radio Rai, sono infine approdata agli Esteri, mia grande passione di sempre, poi il Tg3, e la nomina a corrispondente nel 2017, grazie a un nuovo meccanismo di selezione interna, che richiedeva la conoscenza del territorio e della lingua»
E Berlino, inconsapevolmente, era già scritta nel destino professionale di Barbara, ben prima del trasferimento recente. «La città la conoscevo da oltre 30 anni - spiega - la prima volta vi arrivai, giovanissima, nel 1981, con un pullman, attraverso frontiere militarizzate, con il muro. E ho continuato a frequentarla, anche per motivi di studio: mi sono laureata in germanistica con Claudio Magris. Insomma, era tutt’altro che una “terra incognita”, anche se, ovviamente, ha cambiato totalmente volto: da città emarginata e depressa, ma fertile per il milieu artistico, pensate ad alcuni dei migliori album di Bowie, a capitale della Germania riunificata. E poi - prosegue - ha i vantaggi della grande metropoli, con una ricchissima vita culturale: grandi mostre, grandi concerti, basta pensare a Barenboim e Petrenko, che ho potuto ascoltare già in varie occasioni. E poi il meglio del teatro internazionale, a prezzi anche molto bassi. Per i ragazzi, il teatro costa meno del cinema. Ma con una qualità della vita quasi da provincia: traffico ancora sopportabile, piste ciclabili quasi ovunque, grandi parchi in città, boschi e laghi raggiungibili con mezzi pubblici o bici. E a tratti conserva ancora l’animo anarchico, artistico e bohemien dei tempi del muro». 
Micol Brusaferro

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