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Il triestino Nicolò Zarotti, un futuro nella ricerca in Inghilterra

Il triestino Nicolò Zarotti, un futuro nella ricerca in Inghilterra

 
Nicolò Zarotti, giovane triestino, durante l’ultimo anno di università a Trieste ha deciso di andare all'estero. "Ho iniziato a inviare domande nel Regno Unito, spesso con colloqui di persona nelle varie università. È stato un anno snervante, ma alla fine sono stato abbastanza fortunato da vincere un posto con borsa all’Università di Lancaster, nel nord dell’Inghilterra, subito prima di laurearmi. Così mi sono trasferito lì l’ottobre successivo. La scelta del Regno Unito è stata naturale, il mio inglese era fluente, in più il mio campo di studi (neuropsicologia e psicologia clinica) richiede una conoscenza avanzata della lingua del Paese in cui ci si vuole trasferire, visto che si deve interagire coi pazienti, era quindi un aspetto fondamentale. La meta di Lancaster è derivata molto banalmente dal fatto che ho vinto la borsa proprio lì". 
Nicolò intanto ha ultimato il dottorato e ora sta cercando lavoro come ricercatore. "Nel frattempo continuo a occuparmi dei temi del mio PhD qui a Lancaster, nel dettaglio l’approccio psicologico alle malattie neurodegenerative. Si tratta di un campo estremamente interessante ma ancora poco sviluppato nell’ambito della ricerca, in particolare per la malattia su cui ho basato il mio PhD, la corea di Huntington, che rappresenta una delle condizioni neurodegenerative più devastanti note all’uomo, ma ancora largamente sconosciuta al grande pubblico". 
Ma quali sono gli obiettivi per questo giovane triestino, che si affaccia al mondo del lavoro dopo aver concluso gli studi con soddisfazione?
"Non sono ancora certo di quale strada voglio intraprendere. Mi piace la vita accademica e al momento sto cercando lavoro come ricercatore. Allo stesso tempo però mi interessa molto anche la pratica clinica, per cui però in Regno Unito è richiesto un altro dottorato professionale di tre anni per il quale ci sono pochissimi posti e una competizione feroce. Ho fatto domanda, vedremo come andrà. In ogni caso vorrei continuare a fare ricerca clinica, cercando di trovare un equilibrio sia tra la componente accademica che quella pratica".
Micol Brusaferro