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La storia di Tereza: "In Germania maggiori opportunità per i giovani, sia a livello professionale che in ambito accademico”

La storia di Tereza: "In Germania maggiori opportunità per i giovani, sia a livello professionale che in ambito accademico”

 
Tereza Pertot è una ragazza di trent'anni, di Contovello. Ha studiato Giurisprudenza a Trieste e frequentato il corso di dottorato in Diritto privato europeo presso l’Università di Verona. Da qualche anno vive, come dice lei, “tra Italia e Germania”. 
Già durante il dottorato ha svolto diversi periodi di studio e di ricerca presso le Università di Regensburg, città in cui qualche anno prima aveva fatto l’esperienza Erasmus, il Max-Planck Institut di Amburgo e l'Università di Bayreuth. “Tuttavia, l’esperienza attuale presso l’Università di Bayreuth è in parte diversa dalle precedenti. La borsa di studio post-doc di cui sono titolare e che ha durata triennale ha lo scopo di agevolare l’ingresso nel contesto universitario agli studiosi che hanno conseguito il titolo di dottorato e vogliono proseguire la loro carriera accademica. A Bayreuth non mi sto quindi concentrando esclusivamente sull’attività di ricerca, ma tengo anche lezioni (in lingua tedesca) su temi attinenti ai miei studi, partecipando a seminari e collaborando ai progetti scientifici diretti dal prof. Schmidt-Kessel.”
Tereza è una ragazza sorridente e molto socievole e nella cittadina universitaria di Bayreuth si è trovata subito a suo agio. “La vita a Bayreuth mi piace. La città non è grande, ma l’ambiente universitario è giovane, moderno e stimolante. In realtà, mi sono trovata bene anche nelle altre città tedesche in cui ho vissuto: la mia impressione è che qui ci siano maggiori opportunità per i giovani, sia a livello professionale che in ambito accademico. Ma non credo di voler trascorrere il resto della mia vita in Germania. Mi piacerebbe poter fare ricerca in Italia, avvicinandomi, per quanto possibile, a Trieste, alla mia famiglia e ai miei amici. Le esperienze all’estero sono importanti e quella che sto facendo a Bayreuth mi sta senz’altro arricchendo. Non escludo inoltre di farne altre in futuro. Se un giorno avrò una famiglia, mi piacerebbe però che i miei figli crescessero nella mia città natale e frequentassero le scuole slovene. La scuola è stata un elemento fondamentale nella formazione della mia identità. Lo stesso vale per le attività extrascolastiche. Vorrei che anche i miei figli avessero le stesse possibilità che ho avuto io di crescere in un ambiente multilinguistico e multiculturale e che sviluppassero le proprie radici a Trieste.”
Rajko Dolhar