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Mattia Scarbolo, dalla finanza al vino

Mattia Scarbolo, dalla finanza al vino

Mattia Scarbolo, friulano, 28 anni, una carriera nella finanza a New York, da poco ha deciso di mollare la Grande Mela per lavorare nell’azienda di famiglia a Lauzacco (Udine). Ma ha conservato la passione per l’estero, adattandola alla nuova vita, diventando un esportatore di vini, con particolare attenzione proprio agli States.
“Sono nato e cresciuto a Lauzacco, paese di poco più di 1000 anime a sud di Udine. Negli anni dell’adolescenza ho avuto la fortuna di passare qualche estate a lavorare e studiare negli Stati Uniti, in California e a New York. Appena ho avuto l’opportunità di prendere in mano il mio futuro, ho deciso di fare tutto il possibile per tornare in pianta stabile negli Stati Uniti, dove sono arrivato inizialmente per studiare per un master e poi sono rimasto a lavorare. Mi sono fatto affascinare dalla finanza e poi ho intrapreso la carriera nel settore, iniziando come stagista in un fondo di venture capital per poi finire come analista in una banca d’investimenti. La strada però non è stata facile e, mentre cercavo di sfondare, tra un lavoro e l’altro ho fatto anche altre cose, dal barista da Eataly al venditore di quadri per strada”.
Poi Mattia decide di cambiare e di tornare alle origini. “Tutto è iniziato con la mancata accettazione per il nuovo visto. Durante lo stesso periodo Lara, la mia sorella più giovane, era entrata nella nostra azienda come enologa. Ho messo tutto sulla bilancia e ho deciso di cogliere questa sfida per portare avanti la realtà di famiglia. Mi piace descrivere Scarbolo come una startup di 30 anni, i miei genitori hanno messo passione e, a mio avviso, genio in moltissimo di quello che hanno fatto, ma senza riuscire pienamente a strutturare e razionalizzare in modo fruttifero i loro sforzi. Ora Lara ed io vogliamo essere l’aiuto per compiere questo passo. Formalmente mi prendo cura delle vendite, del marketing e della gestione finanziaria, ma mi piace più l’idea di essere l’aiuto a tutti per poter far loro  realizzare il proprio potenziale al massimo”. E Mattia ha comunque mantenuto un legame forte con l’estero. “Viaggio quasi metà dell’anno a visitare i mercati. Sono tanti i giovani che negli ultimi anni hanno deciso di investire nel settore agricolo o di continuare la strada segnata dalla famiglia, penso che la crescente sensibilità verso l’ambiente e la sua importanza e fragilità, unita ad una quotidianità sempre più invasa dalla tecnologia, ha spinto tanti a ribellarsi, trovando un equilibrio e sinergia che si realizza appunto nel lavoro agricolo. Trovo immensamente affascinante e romantico che da un pugno di terra possa nascere qualcosa di elegante come il vino e che con questo si possano raggiungere gli angoli più remoti del globo della nostra terra”.
Micol Brusaferro
 

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