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Tiziana Bagatella, il Friuli nel cuore e sul palcoscenico

Tiziana Bagatella, il Friuli nel cuore e sul palcoscenico

 
Tiziana Bagatella è un’attrice di teatro, cinema e televisione. Friulana doc, inizia giovanissima a lavorare per Tv Prato come conduttrice del telegiornale e successivamente di un programma di intrattenimento dedicato ai ragazzi. A 19 anni il debutto in teatro ne “La figlia di Iorio” di G. D’annunzio per la regia di Roberto de Simone, con Edmonda Aldini e Michele Placido. Da allora un susseguirsi di esperienze formative molto importanti con registi come Franco Zeffirelli, Mauro Bolognini, Franco Giraldi, Liliana Cavani, Francesca Archibugi e attori come Dario Fo, Giorgio Albertazzi, Irene Papas, Vittoria Puccini, Fabrizio Gifuni. Ha partecipato a numerose fiction televisive tra le quali: Medico in famiglia, Il Commissario Rex, A un passo dal cielo, “1993” la fiction su Mani pulite. (Semplifichiamo così, mi pare uno spot un po’ eccessivo. Grazie)
“Lavoro da sempre – spiega - in teatro, cinema, televisione e nel mondo del doppiaggio. Collaboro con orchestre sinfoniche o singoli musicisti perché amo lo sposalizio tra la parola e la musica. Ho studiato canto lirico e cantato in vari cori, anche d'opera. Con il cortometraggio “Francesca” sono diventata produttrice e coautrice, oltre che interprete. Il corto è stato presentato recentemente in prima nazionale al Festival del Cinema Indipendente di Roma. Le sfide continuano, non è facile, ma non ci si può fermare, soprattutto davanti a una crisi che potrebbe spingere ad abbandonare la nave.”
Da anni porta in giro per l’Italia un recital molto commovente per voce recitante, orchestra e coro, tratto dal “Magnificat” di Alda Merini, dedicato alla figura di Maria. 
Tiziana è originaria di Polcenigo, dove risiede parte della sua famiglia, ed è membro attivo del Fogolâr di Roma che fa parte dell’Ente Friuli nel Mondo. “Per me tornare in Friuli – sottolinea - è come un elastico: più ti allontani e più forte è il richiamo. Un po' come i salmoni che risalgono la corrente incuranti del pericolo pur di tornare dove sono nati. Più che un salmone, in realtà, mi sento una trota che ha preso la via del mare, si è adattata alla salsedine, ma ogni tanto deve risalire la Livenza, su fino alla sorgente, quella del limpido e profondo Gorgazzo, liquido amniotico per me. Per questo negli ultimi tempi ho cercato di rientrare sempre più spesso a casa, cercando anche pretesti lavorativi. Con risultati decisamente positivi. Il Magnificat della Merini avrà ancora molte date in Friuli e in Veneto”.
Paola Del Degan